Le scelte alimentari di ognuno di noi non possono più considerare solamente la bontà, il sapore o l’apporto proteico, ma si caricano di una valenza ancor più determinante: l’impatto sull'ambiente.
(Cito) Come specie, stiamo galleggiando in un torpore amniotico (...) (che) ci fa percepire il futuro come una variabile trascurabile, mentre il razzo su cui siamo imbarcati punta dritto contro il muro dell'autodistruzione. (...) Viene quasi voglia di gettare la spugna e lasciare che le cose facciano semplicemente il loro corso.
Con poche parole ben assemblate hai descritto lo stato di consapevolezza che mi accompagna ogni giorno: che mi blocca, mi intristisce, mi fa rabbia, mi fa sentire inutile e impotente. Ho iniziato dal piatto anch'io e ogni giorno faccio scelte che possano ridurre il mio impatto. Già solo curarsi del giardino e abituarsi a "non fare", come regola base, perché meno agiamo e meglio la terra sta. Però c'è sempre la vocina dentro di me che dice che quello che faccio non è abbastanza se non si coinvolge tutta l'umanità, ma che quest'ultima è alla deriva dell'anestesia totale, vuoi perché è in corso una guerra nella loro terra, o perché le loro priorità sono lontane anni luce da tuto questo.
Ciao Maria! e grazie per le tue belle parole 🙏🏻 fai la tua parte, opera in modo da sentirti integra con i tuoi valori, però non limitare la tua vita a “non fare” per abbattere ogni traccia del tuo passaggio. In ogni caso siamo qui, e vale la pena vivere, fare esperienze, conoscere, esplorare. Tutto può essere vissuto facendo scelte consapevoli, ma credo che l’inerzia e l’immobilità non aiuteranno nessun reale cambiamento
Anch'io cerco di adottare le tue 9 regole, così senza pensarci molto sono arrivata a mangiare meno carne e pesce, non comprare cibi processati ( preferisco cucinare io), nei limiti del possibile compro ortaggi e frutta locale e di stagione e cerco di non buttare via niente, comprando solo ciò che mi serve. E anch'io ho la sensazione di essere una goccia in un oceano di esseri unani che non sentono l'aria urgenza
Condivido le tue scelte, anche io faccio così.
(Cito) Come specie, stiamo galleggiando in un torpore amniotico (...) (che) ci fa percepire il futuro come una variabile trascurabile, mentre il razzo su cui siamo imbarcati punta dritto contro il muro dell'autodistruzione. (...) Viene quasi voglia di gettare la spugna e lasciare che le cose facciano semplicemente il loro corso.
Con poche parole ben assemblate hai descritto lo stato di consapevolezza che mi accompagna ogni giorno: che mi blocca, mi intristisce, mi fa rabbia, mi fa sentire inutile e impotente. Ho iniziato dal piatto anch'io e ogni giorno faccio scelte che possano ridurre il mio impatto. Già solo curarsi del giardino e abituarsi a "non fare", come regola base, perché meno agiamo e meglio la terra sta. Però c'è sempre la vocina dentro di me che dice che quello che faccio non è abbastanza se non si coinvolge tutta l'umanità, ma che quest'ultima è alla deriva dell'anestesia totale, vuoi perché è in corso una guerra nella loro terra, o perché le loro priorità sono lontane anni luce da tuto questo.
Ciao Maria! e grazie per le tue belle parole 🙏🏻 fai la tua parte, opera in modo da sentirti integra con i tuoi valori, però non limitare la tua vita a “non fare” per abbattere ogni traccia del tuo passaggio. In ogni caso siamo qui, e vale la pena vivere, fare esperienze, conoscere, esplorare. Tutto può essere vissuto facendo scelte consapevoli, ma credo che l’inerzia e l’immobilità non aiuteranno nessun reale cambiamento
Anch'io cerco di adottare le tue 9 regole, così senza pensarci molto sono arrivata a mangiare meno carne e pesce, non comprare cibi processati ( preferisco cucinare io), nei limiti del possibile compro ortaggi e frutta locale e di stagione e cerco di non buttare via niente, comprando solo ciò che mi serve. E anch'io ho la sensazione di essere una goccia in un oceano di esseri unani che non sentono l'aria urgenza