5 regole SEMPLICI ed ESSENZIALI per stare bene
Sono vecchie come l'umanità, disponibili a chiunque, in qualsiasi parte del mondo, e completamente gratuite.
Chiunque vuole stare bene, chiunque vuole sentirsi in forma, chiunque vuole vivere una vita piena e gratificante. E la nostra epoca non è certo avara di informazioni, risorse e stimoli. Tuttavia, spesso si cercano le soluzioni nel posto sbagliato, e infatti, se ci guardiamo attorno (o allo specchio) ci accorgiamo che la gente non sta affatto meglio.
Ci incaponiamo nella ricerca del migliore integratore che possa “darci energia”, della crema bio che doni lucentezza alla pelle, dell’ultimo gadget per ottimizzare il riposo, del perfetto podcast per aumentare la produttività, dell’app definitiva per abbassare lo stress, dell’innovativo smart ring per monitorare e ottimizzare i parametri vitali, dell’esclusivo trattamento per “risolvere” il mal di schiena.
Eppure, ci scordiamo di compiere le cose più basilari, e fondamentali, di cui disponiamo da sempre per stare bene. Ecco perché sai già tutto quello che stai per leggere. Non solo perché (se mi leggi da un po’) ho già parlato di ognuna di queste regole in precedenti articoli, ma perché sono tutte talmente banali da risultare, a una prima lettura, totalmente innocue.
Questo articolo nasce dalla convinzione tenace che le cose fondamentali per il nostro benessere non si possano comprare, e vuole essere anche un piccolo atto di resistenza: contro il consumismo come risposta a tutto, contro l’idea che stare bene sia complicato o costoso. Cinque regole. Da rispettare ogni giorno. Gratis.
1. Dormi tanto
La prima, grande bugia che la cultura moderna ci ha venduto è che dormire poco sia un segno di forza. Chi dorme sei ore per lavorare di più viene ammirato. Chi va a letto alle dieci, come me, viene guardato con sufficienza o deriso. Abbiamo trasformato la privazione del sonno in una forma di disciplina, e in questo modo abbiamo capovolto completamente la realtà.
Al contrario, durante il sonno profondo il cervello attiva il sistema glinfatico, un meccanismo di pulizia che elimina i rifiuti metabolici accumulati durante il giorno, comprese le proteine tau e le placche amiloidi associate all’Alzheimer. Il sonno, in altri termini, lava il cervello. Non dormire abbastanza non provoca soltanto stanchezza, ma anche sporcizia neurologica che si accumula, lentamente, negli anni. E poi, il sonno è l’unico stato in cui anche al corpo può curarsi e rigenerarsi in modo completo.
Numerosi coach sportivi, così come anche gli stessi atleti (Jannik Sinner e Jakob Ingebrigtsen per citarne due che ho ascoltato ultimamente) evidenziano spesso l’importanza del sonno associato alle loro performance. Entrambi, ambiscono a 9 o (preferibilmente) 10 ore di sonno prima di una gara o di un allenamento importante.
Ora ti faccio una domanda: quante ore dormi prima di un colloquio, di una presentazione o di una riunione importante a lavoro? Se quella è la tua “performance” dovresti trattarla come tale.
C’è anche lui, il neuroscienziato Matthew Walker, che nel suo lavoro monumentale sul sonno ha documentato in modo incontrovertibile che: dopo diciassette ore di veglia, le nostre capacità cognitive equivalgono a quelle di una persona con un tasso alcolemico al limite legale per guidare. Diciassette ore non sono così tante, e sono certo che la maggior parte di noi vive cronicamente in quello stato, senza saperlo.
Seriamente: dormire è la cosa più semplice e gratuita che tu possa fare per aumentare considerevolmente il tuo benessere. Cerca di dormire minimo minimo 7 ore a notte, possibilmente 8. Comincia da qui.
➡️ Se vuoi approfondire: La scienza del sonno
2. Muoviti di più
Il corpo che hai adesso funziona. Corre, salta, sposta pesi, respira bene, si piega, si allunga. Forse non perfettamente, forse con qualche acciacco, ma funziona. Questa non è una cosa garantita per sempre, e la biologia non fa sconti sentimentali.
Mezzora di camminata a passo sostenuto, o una qualsiasi forma di movimento aerobico, bastano per aumentare nel sangue i livelli di BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), una proteina che stimola la crescita di nuovi neuroni e rafforza le connessioni esistenti. Muoversi non fa bene solo ai muscoli, alle articolazioni e al cuore, ma modifica anche il cervello.
Per muoverti non ti serve nulla: nessuna palestra, nessuna attrezzatura, nessun abbonamento. Cammina, balla, corri, fai stretching, fai esercizi a corpo libero. Poi, se hai il tempo e la passione da dedicare a uno sport, tanto meglio.
Il sedentarismo è diventato una delle grandi epidemie silenziose del nostro tempo, invisibile perché normalizzata, accettata, persino celebrata in certi ambienti come segno di vita iper-impegnata.
Poco tempo fa, un’amica che lavora in una clinica per anziani mi ha fatto riflettere su quanto la mancanza di attività fisica si traduca in un corpo completamente inabile al movimento in età avanzata. Tu che sei ancora in tempo, preservalo nel modo corretto, usalo il più possibile!
➡️ Anche tu stai pensando di iniziare a correre?
3. Resta in silenzio
Blaise Pascal scrisse nei suoi Pensieri che “tutti i problemi dell’umanità derivano dall’incapacità dell’uomo di stare seduto in silenzio in una stanza”. Mica poco.
Per evitare di fare i conti con i propri limiti, la morte e il vuoto esistenziale, l’essere umano cerca continuamente il divertimento (dal latino divertere, cioè “allontanarsi” da sé), inteso come qualsiasi distrazione o occupazione che gli impedisca di riflettere sulla propria condizione.
Oggi, con uno smartphone in tasca che ci consegna un nuovo divertissement in ogni istante della giornata, quella citazione suona come una diagnosi clinica.
Siamo praticamente incapaci di stare in silenzio e in solitudine. Ci fa paura, e quindi riempiamo i vuoti come in un riflesso istintivo: musica in sottofondo, scrolling compulsivo, televisione accesa senza guardarla, podcast nelle orecchie o radio in macchina.
Questi comportamenti hanno le stesse caratteristiche di una dipendenza vera: tolleranza crescente al rumore, astinenza quando manca, incapacità di smettere anche quando vorremmo.
Quindici minuti al giorno di silenzio autentico, senza schermi, senza voci esterne, non sono meditazione nel senso tecnico del termine, non richiedono nessuna tecnica specifica. Richiedono solo la volontà di restare in compagnia dei propri pensieri, di lasciarli passare senza inseguirli né fuggirli. In quello spazio, vedrai, succederanno le cose più importanti: ci si ricorda chi si è, cosa si vuole, cosa non si sopporta più.
➡️ Se vuoi approfondire: Addomesticare il caos: come creare una mente da monaco zen
4. Impara cosa nuove
C’è questa frase attribuita a Mark Twain (la paternità è incerta, ma la frase è carina lo stesso) che dice: “chi non legge non ha nessun vantaggio su chi non sa leggere”.
In pratica, se sai leggere, ma non leggi mai, non sei molto distante dall’essere analfabeta.
Imparare qualcosa ogni giorno non significa per forza seguire un corso universitario, non implica ore di studio con appunti ed esami. Significa alimentare la mente con qualcosa di nuovo: uno strumento suonato per venti minuti, un saggio letto con attenzione, qualche esercizio in una lingua che stai imparando, un documentario guardato davvero. La neuroplasticità, cioè la capacità del cervello di rimodellarsi fisicamente in risposta all’apprendimento, è attiva per tutta la vita. Non è una facoltà della giovinezza: è una caratteristica biologica permanente che si atrofizza solo se non la si usa.
Viviamo in momento straordinario sotto questo profilo. Biblioteche pubbliche, lezioni e corsi di formazione gratuita, archivi digitali come Project Gutenberg che raccolgono migliaia di classici liberamente scaricabili, piattaforme con video educativi di qualità altissima. La conoscenza non è mai stata così accessibile nella storia umana. Rifiutarsi di conoscere, oggi, è una scelta precisa che comporta delle conseguenze.
Perché la conoscenza è l’unica forma di libertà che nessuno può confiscarti. Non dipende dal conto in banca, non si deteriora, non te la possono confiscare come il diritto di cittadinanza (come vorrebbe fare qualcuno). Ti appartiene in modo assoluto.
Chi sa, sceglie. Chi non sa, subisce.
➡️ Queste sono le 22 conoscenze che mi hanno reso libero
5. Crea connessioni vere
L’Harvard Study of Adult Development è lo studio longitudinale più lungo mai condotto sulla felicità umana. Ottantacinque anni di ricerca, generazioni di soggetti seguiti nel corso dell’intera vita. La conclusione, ripetuta con coerenza impressionante attraverso decenni di dati, è questa: la qualità delle relazioni è il predittore numero uno di salute, longevità e benessere soggettivo. Più della dieta. Più dell’esercizio fisico. Più del reddito.
Viviamo, contemporaneamente, nella connessione globale e nell’epidemia della solitudine. Abbiamo centinaia di contatti ma poche persone a cui telefonare alle due di notte quando il cuore sembra voglia frantumarci il petto dall’angoscia. I social network ci mostrano la vita degli altri in tempo reale, ma quella visione filtrata e performativa non nutre il bisogno di appartenenza che ogni essere umano porta con sé.
Con il termine “connessione” quindi intendo una forma di relazione più specifica e semplice. Una telefonata vera al posto del solito vocale appeso. Una conversazione con presenza reciproca, dove si ascolta per capire e non per rispondere. Uno sguardo che comunica vicinanza. Ogni giorno, almeno una volta. Con chiunque: il partner, un amico, un genitore, un collega, un vicino (non sempre la stessa persona, però).
I ricercatori dell’American Heart Association hanno documentato che la solitudine cronica ha effetti sulla salute paragonabili al fumo di quindici sigarette al giorno. Il legame umano, al contrario, funziona come un autentico elisir di lunga vita.
➡️ Potrebbe interessarti: Sull’amicizia: un manuale di istruzioni
➡️ Oppure: L’arte della buona conversazione
Come vedi, non c’è niente di nuovo. Non c’è nessun prodotto da acquistare, nessun metodo rivoluzionario da adottare, nessun piano da sottoscrivere. Sono 5 regole vecchie come l’umanità, disponibili a chiunque, in qualsiasi parte del mondo, e completamente gratuite. Il loro valore non dipende dalla moda del momento, non scade, non richiede upgrade.
La difficoltà, semmai, è nel mantenimento della disciplina quotidiana, che è molto più impegnativa di comprare un integratore o scaricare un’app. Perché la costanza non ha scorciatoie, non ha packaging attraente, non produce risultati dopaminici istantanei.
Tuttavia, produce qualcosa di più lento e più solido. Produce una vita che funziona.
Hey! c’è ancora qualche posto disponibile al mio Breatheam Retreat del 10-11-12 luglio. Difficilmente, hai vissuto qualcosa di simile in vita tua 🪷
Metti un like ❤️ fai un restack e condividi questo progetto, mi è di grande aiuto :)





Sei tra i pochi i cui testi non “puzzano” di AI e si sentono ancora scritti a mano, è un piacere leggerti
Grazie per avercelo ricordato