22 conoscenze che mi hanno reso libero
ovvero, dei 22 libri che mi hanno cambiato la mia vita, da cui ho estratto un solo insegnamento: il più profondo, il più difficile da ignorare.
Ci sono libri che si leggono e libri che ti leggono.
Quelli che ti infettano mentre credi di sfogliarli, quelli che ti hackerano il sistema operativo con il messaggio rassicurante della conoscenza. E quando finalmente li chiudi, ti accorgi con kafkiano stupore di esserti trasformato in una bestia pensante diversa da quella che li ha aperti.
Negli anni, ho incontrato (almeno) 22 di questi stregoni, che non si sono limitati ad aggiungere informazioni al mio bagaglio culturale, ma lo hanno ribaltato.
Da ciascuno di loro ho estratto un insegnamento, quello che mi è rimasto appiccicato addosso come nuova pelle. Non sarà una sintesi accademica, nemmeno una recensione, ma qualcosa di più personale e ambizioso: il distillato di ciò che ogni libro ha cambiato nel mio modo di vedere il mondo, le persone, il potere, il tempo, me stesso.
Ne è venuta fuori una carta geografica, all’interno della quale ho cercato (e cerco tuttora) un percorso possibile verso una forma di libertà che non dipende dalle circostanze esterne. Un tracciato che assomiglia a una crepa nel muro: se ci guardi dentro, puoi vedere cosa c’è dall’altra parte.
Non ti chiedo di condividere ogni conclusione, per carità, ma di sbirciare dentro quella crepa, insieme a me.
Iniziamo.
Lo sviluppo di una determinata civiltà non è indice della sua superiorità. È una casualità geografica. I popoli che hanno dominato il mondo non erano più intelligenti, più coraggiosi o più degni: avevano semplicemente accesso a risorse, animali addomesticabili e contesti ambientali favorevoli. Capire questo dissolve secoli di arroganza culturale e ti restituisce uno sguardo finalmente pulito sull’umanità. Basta con ste fregnacce sulle “razze superiori”.
Da Armi, acciaio e malattie di J. Diamond
Il modo in cui una cultura organizza il linguaggio determina il modo in cui quella cultura vede il mondo. Le categorie non descrivono la realtà: la costruiscono. Ciò che non ha nome non esiste socialmente. E ciò che ha nome esiste con il peso e i confini che il nome porta con sé. Cambiare le parole è, letteralmente, cambiare il pensiero.
Da Le parole e le cose di M. Foucault
Homo sapiens ha conquistato il pianeta non perché fosse il più forte, ma perché era l’unico animale capace di credere in finzioni condivise (nazioni, denaro, religioni, diritti…). Tutto ciò che chiamiamo “realtà sociale” è una storia che milioni di persone hanno deciso di raccontarsi insieme. Quando lo capisci davvero, il potere smette di sembrarti naturale e comincia a sembrarti negoziabile.
Da Sapiens di Y.N. Harari
La fede religiosa non è un atto di umiltà intellettuale ma un atto di rinuncia al pensiero. La mente che accetta senza interrogare non è serena, è addormentata. La vera libertà comincia nel momento in cui smetti di credere per abitudine e inizi a pensare per scelta.
Da Perché non sono cristiano di B. Russell
Esiste una modalità dell’essere in cui il soggetto e l’oggetto smettono di essere separati. Non sei tu che osservi il mondo ma sei il mondo che si osserva attraverso di te. Questa consapevolezza comporta una ristrutturazione profonda dell’identità che, una volta sperimentata anche solo per un istante, rende impossibile tornare alla stessa prospettiva di prima.
Da Cambiare la mente di Engaku Taino
Le opinioni che credi di avere non sono necessariamente tue. Sono il prodotto di un sistema di media, interessi economici e narrative ripetute fino a diventare senso comune. Il consenso si fabbrica. L’informazione è sempre, in qualche misura, gestione del potere. Pensare liberamente richiede uno sforzo deliberato, continuo, controcorrente.
Da La fabbrica del consenso di N. Chomsky
Non bisogna permettere che i propri valori (morali, etici, estetici…) ci vengano consegnati dall’esterno. Né da Dio, né dalla natura, né dalla tradizione. Dobbiamo essere noi stessi a crearceli, con la nostra vita, le nostre scelte, il nostro coraggio di affermare chi vogliamo essere. Questo è la forma più alta di responsabilità. Il peso è enorme. Ma è anche l’unica via verso una dignità che non dipende da nessuno.
Da Così parlò Zarathustra di F. Nietzsche
L’individuo sciolto in una folla cessa temporaneamente di essere sé stesso. Abbassa la soglia critica, aumenta la suggestionabilità, si sincronizza con le emozioni collettive. Non si tratta di un difetto morale ma di biologia e psicologia sociale. Conoscere questo meccanismo ti dà una difesa che la maggior parte delle persone non possiede: la capacità di accorgerti quando stai smettendo di pensare con la tua testa.
Da Psicologia delle folle di G. Le Bon
L’odio verso l’Occidente che esplode in diverse parti del mondo non nasce dal nulla: nasce dalla percezione (spesso fondata) che un modello culturale si sia imposto come universale senza essere stato scelto. Comprendere come veniamo visti dall’esterno è un esercizio di lucidità che trasforma il modo in cui guardiamo noi stessi dall’interno.
Da Occidentalismo di I. Buruma
Il digitale non ha semplicemente aggiunto uno strumento alla vita umana: ha riscritto le categorie con cui percepiamo il tempo, l’attenzione, la relazione e la realtà. Non siamo “online e offline”, siamo diventati qualcosa di nuovo, e non abbiamo ancora il linguaggio per dirlo con precisione. Chi non lo vede sta leggendo il presente con mappe del passato.
Da The Game di A. Baricco
La realtà fisica alla sua scala più profonda non assomiglia a niente che l’intuizione umana possa visualizzare. Il tempo non scorre in modo uniforme. Lo spazio si piega. Le particelle esistono in stati sovrapposti finché non le osservi. La certezza è un’illusione confortante. La realtà è più strana, e più meravigliosa, di qualunque cosa il senso comune suggerisca.
Da Il mondo secondo la fisica di Jim Al-Khalili
L’inconscio non è il deposito dei traumi rimossi: è il luogo dove vive la parte più vasta e antica di te. Parla attraverso sogni, sintomi, ossessioni, innamoramenti e paure irrazionali. Ignorarlo non ti rende più razionale — ti rende più governato da esso. Ascoltarlo, invece, apre un dialogo con te stesso che nessuna analisi puramente logica può sostituire.
Da L’uomo e i suoi simboli di C. Jung
Non esiste una natura umana predefinita che aspetta di essere realizzata. Sei ciò che scegli, e quella scelta è sempre situata, concreta, fatta in condizioni specifiche che ti sono capitate. La libertà non è assoluta ma reale e relativa. E il fatto che tu sia “condannato” a esercitarla, anche quando preferiresti non farlo, è la radice di tutta la responsabilità etica possibile.
Da L’essere e il nulla di J.P. Sartre
Il corpo contiene una saggezza che la mente razionale non riesce a decodificare completamente. Le ferite psicologiche si curano anche attraverso atti fisici, rituali, simbolici e non solo attraverso la comprensione intellettuale. C’è una forma di terapia che bypassa il concetto e parla direttamente all’essere, e questa forma è spesso più rapida e più profonda di mille ore di analisi verbale.
Da Psicomagia di A. Jodorowsky
Il dovere non è una prigione ma la forma più alta di libertà, quando emerge dall’interno anziché essere imposto dall’esterno. Agire secondo la propria natura più profonda, senza attaccamento al risultato, senza paura della perdita e senza desiderio di ricompensa: questo è il segreto che le grandi tradizioni orientali custodiscono da millenni e che l’Occidente ha dimenticato di cercare.
Dalla Bhagavad Gita
Dietro ogni forma manifesta esiste un principio più universale di cui quella forma è espressione parziale. L’essere è simile a una gerarchia di stati, dal più denso al più sottile, dal più condizionato al meno condizionato. Comprendere questo significa smettere di confondere il livello in cui si vive con il solo livello che esiste.
Da Gli stati molteplici dell’essere di R. Guénon
Fare meno cose, fatte davvero bene, con intenzione piena, vale infinitamente di più che fare molte cose mediocri per senso di obbligo o paura di perdere opportunità. Il confine tra ciò che conta e ciò che non conta non è definito una volta per tutte: va ridisegnato continuamente, con disciplina e con il coraggio di deludere le aspettative altrui.
Da Essentialism di G. McKeown
Il tempo non è una risorsa scarsa ma una risorsa terribilmente mal gestita, mal percepita e continuamente delegata ad altri. Il lavoro non richiede tante ore quante ne occupa: richiede chiarezza sugli obiettivi, eliminazione del superfluo e il coraggio di definire i propri termini anziché accettare quelli del sistema in cui si è inseriti.
Da Lavorare 4 ore alla settimana di T. Ferris
La crescita infinita non è l’unico modello di successo disponibile. Un’impresa può scegliere di restare piccola per restare libera. La scalabilità è una variabile, non è un valore. E spesso, è proprio il rifiuto dell’espansione a tutto campo che permette di costruire qualcosa di duraturo, sostenibile e profondamente allineato con chi si vuole essere.
Da Company of One di P. Jarvis
Il sistema economico capitalista in cui viviamo non è semplicemente un sistema tra i tanti possibili: si è installato nell’immaginario collettivo come l’unica realtà concepibile. Non riesci a immaginare alternative non perché non esistano ma perché il sistema ha colonizzato anche la capacità di immaginarle. La prima, vera rivoluzione è sempre interiore: recuperare la capacità di pensare fuori dalla gabbia che non riesci nemmeno a vedere.
Da Realismo capitalista di Mark Fisher
I marchi non vendono prodotti: vendono identità. Quando compri, non stai soddisfacendo un bisogno ma stai costruendo una narrazione di te stesso per te e per gli altri. Il consumismo è un sistema di significato che ha colonizzato lo spazio che tempo appartenuto alla religione, all’arte e alla comunità. Riconoscerlo è il primo passo per non esserne interamente abitati.
Da NoLogo di N. Klein
Il mercato globale non è un campo neutro dove i migliori vincono. È un sistema con regole scritte da chi deteneva già il potere, a vantaggio di chi deteneva già il potere. La povertà nel mondo è, in larga misura, il sistema che funziona esattamente come progettato. Non è un fallimento del sistema.
Da La globalizzazione e i suoi oppositori di J. Stiglitz
C’è un’ultima cosa: la mappa non è il territorio. Capire intellettualmente che sei libero o libera, o che il tempo è tuo, o che le regole del gioco sono truccate, non cambia la tua vita finché non porti questa consapevolezza nel corpo. Per colmare questo abisso tra sapere ed essere che ho creato Breatheam.
Non è un’altra teoria da studiare ma un percorso esperienziale e trasformativo, progettato per prendere queste consapevolezze e farle scendere direttamente dalla testa alle viscere. Lavoriamo sul respiro, sulla presenza, sull’azione simbolica. Facciamo saltare il sistema operativo non più solo a parole, ma nei fatti.
Prenditi un momento, prenota un colloquio gratuito, e valutiamo insieme se è lo strumento giusto per farti compiere il grande salto. Ti aspetto dall’altra parte, della crepa :)
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Dall’archivio di Trasumanare
15 cose che ho smesso di fare
Quella che stai leggendo non vuole essere una guida alla perfezione. A seconda del tuo lavoro, dei tuoi ritmi e della tua età, potresti trovarti perfettamente d’accordo con me, come anche in profondo…





