Grazie per questo contenuto. Da quando sono su Substack sono ancora più consapevole di quanto siano reali i fatti che descrivi, riguardo alla difficoltà che anche io sto superando, nel restare in focus su contenuti più lunghi di 15 secondi e più profondi di uno sketch da social “di massa”. Meno male che verso la fine di novembre dello scorso anno ho deciso di chiudere tutti i miei profili social e di riappropriarmi del mio tempo e della mia mente.
bravissimo, e grazie per la tua condivisione. La cosa sorprendente è che nessuno (con cui abbia parlato) si è pentito della scelta ed è tornato indietro. Una volta chiusi i social, si torna a respirare e non si torna più indietro :)
Hai centrato un grande problema. Anch'io penso che questo ecosistema digitale e informativo ci predisponga alle risposte rapide, semplici, d'impatto. Non vedo però soluzioni. Quelle che proponi sono abitudini che una persona deve costruirsi da sé, e per farlo serve 1) rendersi conto del problema (e dubito fortissimamente che possano farlo in molti) 2) avere volontà e strumenti per creare delle contro azioni (come le tue) e 3) avere la capacità di resistere nell'attuarle.
Per me quello in cui siamo è un trend destinato a continuare, salvo il caso in cui non sia la politica dall'alto a imporre nuovi modelli, o regole, sull'utilizzo tanto dello smartphone come oggetto, quanto della rete e dei social come ambienti digitali. Sono sempre stato un grande sostenitore della libertà e dell'educazione come strumento per avere cittadini liberi ma consapevoli, ma qui credo che il potere della tecnologia sia troppo superiore a tutto. Per questo ultimamente propendo più per un divieto smartphone fino a 14 o 16 anni e lo spid obbligatorio per l'utilizzo dei social. Responsabilizzare un po', legando l'identità vera al mondo virtuale potrebbe favorire un ambiente un po' meno tossico. Assieme a questo, ovviamente, un educazione digitale, magari nelle scuole, come argomento fisso. Così che anche le strategie che proponiamo potrebbero diventare già più conosciute.
Origine: È un fenomeno nato o esploso durante la pandemia di COVID-19, spesso interpretato come un tentativo disfunzionale di controllo o ricerca di informazioni.
è un termine nato da una cultura molto specifica e quindi difficilmente traducibile. Comunque una traduzione verosimile potrebbe essere: scrolling compulsivo
Bellissima news
grazie maestro ❤️
Grazie per questo contenuto. Da quando sono su Substack sono ancora più consapevole di quanto siano reali i fatti che descrivi, riguardo alla difficoltà che anche io sto superando, nel restare in focus su contenuti più lunghi di 15 secondi e più profondi di uno sketch da social “di massa”. Meno male che verso la fine di novembre dello scorso anno ho deciso di chiudere tutti i miei profili social e di riappropriarmi del mio tempo e della mia mente.
bravissimo, e grazie per la tua condivisione. La cosa sorprendente è che nessuno (con cui abbia parlato) si è pentito della scelta ed è tornato indietro. Una volta chiusi i social, si torna a respirare e non si torna più indietro :)
Hai centrato un grande problema. Anch'io penso che questo ecosistema digitale e informativo ci predisponga alle risposte rapide, semplici, d'impatto. Non vedo però soluzioni. Quelle che proponi sono abitudini che una persona deve costruirsi da sé, e per farlo serve 1) rendersi conto del problema (e dubito fortissimamente che possano farlo in molti) 2) avere volontà e strumenti per creare delle contro azioni (come le tue) e 3) avere la capacità di resistere nell'attuarle.
Per me quello in cui siamo è un trend destinato a continuare, salvo il caso in cui non sia la politica dall'alto a imporre nuovi modelli, o regole, sull'utilizzo tanto dello smartphone come oggetto, quanto della rete e dei social come ambienti digitali. Sono sempre stato un grande sostenitore della libertà e dell'educazione come strumento per avere cittadini liberi ma consapevoli, ma qui credo che il potere della tecnologia sia troppo superiore a tutto. Per questo ultimamente propendo più per un divieto smartphone fino a 14 o 16 anni e lo spid obbligatorio per l'utilizzo dei social. Responsabilizzare un po', legando l'identità vera al mondo virtuale potrebbe favorire un ambiente un po' meno tossico. Assieme a questo, ovviamente, un educazione digitale, magari nelle scuole, come argomento fisso. Così che anche le strategie che proponiamo potrebbero diventare già più conosciute.
Ah ecco. Se solo voi foste meno pecore...
Origine: È un fenomeno nato o esploso durante la pandemia di COVID-19, spesso interpretato come un tentativo disfunzionale di controllo o ricerca di informazioni.
Intanto vado a vedere cos'è il doomscrolling.....italiano no?
è un termine nato da una cultura molto specifica e quindi difficilmente traducibile. Comunque una traduzione verosimile potrebbe essere: scrolling compulsivo