La virilità NON si misura in capacità di acquisto ma che uomo vuoi essere se a 40 non puoi vivere da solo? Ma dai stai delirando ma per piacere..mo è diventata "performance economica" il non dormire tra i genitori a 40 anni ma di che parliamo va chiudiamola qui per piacere non c'è possibilità di far funzionare i neuroni a quelli come te
Ma è la cosa giusta per cosa? Per quale obiettivo?
Gli uomini si sono sempre suicidati piu delle donne , al massimo il vero problema è che sono sempre più giovani e sono sempre piu giovani perche capiscono sempre prima che la società (che è fatta anche dalle donne, e io penso siano anche più influenti) setta l'asticella piu in alto di quanto loro possano mai arrivare anche sforzandosi al massimo..Io onestamente (e spero davvero di sbagliarmi eh) penso che quasi tutti i problemi di noi/loro abbiano una radice economica/politica in quanto puoi essere l'uomo più macho o vulnerabile che vuoi ma se non puoi permetterti un affitto/mutuo perche i contratti indeterminati sono un miraggio e/o sei solo perché tutti lavorano 10h/giorno per quanto appena detto, significa semplicemente che questi uomini sono stati castrati non fisicamente e la tua proposta non fa nient'altro che dire "imparate a convivere con la vostra castrazione, anzi vendetela come punto di forza" e onestamente no, non condivido.
Dici che la società "setta l'asticella troppo in alto" e che questi uomini sono stati "castrati". Noti nulla?
Prendi la parola "castrazione": chi la usa per descrivere la precarietà economica sta dicendo, implicitamente, che la virilità si misura in capacità produttiva e potere d'acquisto. Che un uomo intero è quello che può permettersi un mutuo, e che quello che non ce la fa è menomato. È un paradigma così radicato da sembrare neutro, oggettivo, ma non lo è.
Lo stesso vale per "l'asticella troppo alta". Anche qui: chi ha deciso che ci fosse un'asticella? Chi ha stabilito che la vita di un uomo fosse una gara verticale con un traguardo definito da altri? Quella metafora non descrive la realtà, la prescrive. E lo fa talmente in profondità che anche chi soffre del sistema usa il vocabolario del sistema per raccontare la propria sofferenza.
Stai usando esattamente il linguaggio e il frame del "machismo da quattro soldi" che criticavi all'inizio.
L'identità maschile ridotta a performance economica è già un problema di narrazione, non solo di economia. Se risolvi domani mattina la precarietà ma lasci intatta l'idea che un uomo che non può permettersi un mutuo sia "castrato", non stiamo davvero risolvendo il problema di fondo.
Guarda potrei anche condividere qualcosa ma 2 precisazioni:
- steroidi + calistenici è una combinazione davvero davvero improbabile.
- il macismo da 4 soldi è ridicolo e siamo d'accordo, ma che proponi? Perché dire che " Non dobbiamo più scegliere tra essere sensibili o essere forti" è un gran Capitan ovvio. Le persone fanno ciò che gli conviene, se essere forti li fa cuccare ed essere sensibili no, significa che stai puntando il dito su un problema che non esiste
Sulla combo steroidi + calistenici: hai ragione, è una licenza poetica. Ho sacrificato la precisione tecnica sull'altare dell'immagine. Mea culpa, sarò più rigoroso la prossima volta che descrivo cinque energumeni che fanno verticali al tramonto.
Sulla sostanza, invece, permettimi di dissentire con una certa energia.
"Le persone fanno ciò che gli conviene" è la premessa, ma la conclusione che ne trai — che il machismo faccia cuccare — è empiricamente sbagliata. E non lo dico io: lo dicono le donne. Ogni ricerca sugli stili di attaccamento, ogni studio sulle preferenze relazionali femminili, ogni conversazione onesta con una donna adulta ti dirà la stessa cosa: l'uomo ipermascolinizzato, rigido, incapace di vulnerabilità, è esattamente il tipo con cui si può fare una serata, non una vita. Le donne non sono le ultime a capirlo — spesso sono le prime.
Quindi il machismo non "fa cuccare di più": fa apparire interessanti per cinque minuti quei ragazzi che non hanno ancora imparato a essere interessanti per cinque ore di conversazione.
Ma il punto più importante è un altro, ed è quello che sento mancare nella tua lettura: io non sto scrivendo per ottimizzare il tasso di accoppiamento maschile. Sto parlando di uomini che si suicidano a tassi tre volte superiori alle donne, di dipendenze, di isolamento affettivo, di una generazione che confonde la durezza con la forza. Se il tuo metro di valutazione per capire se un problema esiste è "quante ragazze ti porta a letto", allora sì, probabilmente stiamo parlando lingue diverse.
"Non dobbiamo più scegliere tra essere sensibili o essere forti" è Capitan Ovvio solo se lo leggi come slogan. Se lo leggi come antidoto a trent'anni di cultura che ti ha detto esattamente il contrario — che piangere è da femmine, che chiedere aiuto è da deboli, che l'empatia è suicida (cit.) — allora forse è meno ovvio di quanto sembri.
La via d'uscita che propongo è semplicemente smettere di delegare la propria identità a chi ha tutto l'interesse economico a tenerti insicuro e arrabbiato. Il che, convengo, è più facile a dirsi che a farsi.
Intervento davvero prezioso su un tema ancora non discusso come meriterebbe..Grazie
Grazie per averne parlato. Se ne parla ancora troppo poco…
Quanti stereotipi e quanti pregiudizi.
Quanti steroidi e quanti pregiudicati…
La virilità NON si misura in capacità di acquisto ma che uomo vuoi essere se a 40 non puoi vivere da solo? Ma dai stai delirando ma per piacere..mo è diventata "performance economica" il non dormire tra i genitori a 40 anni ma di che parliamo va chiudiamola qui per piacere non c'è possibilità di far funzionare i neuroni a quelli come te
“e come amo sempre dire: avete fatto tutto voi.” cit :) ciao mario
Ma è la cosa giusta per cosa? Per quale obiettivo?
Gli uomini si sono sempre suicidati piu delle donne , al massimo il vero problema è che sono sempre più giovani e sono sempre piu giovani perche capiscono sempre prima che la società (che è fatta anche dalle donne, e io penso siano anche più influenti) setta l'asticella piu in alto di quanto loro possano mai arrivare anche sforzandosi al massimo..Io onestamente (e spero davvero di sbagliarmi eh) penso che quasi tutti i problemi di noi/loro abbiano una radice economica/politica in quanto puoi essere l'uomo più macho o vulnerabile che vuoi ma se non puoi permetterti un affitto/mutuo perche i contratti indeterminati sono un miraggio e/o sei solo perché tutti lavorano 10h/giorno per quanto appena detto, significa semplicemente che questi uomini sono stati castrati non fisicamente e la tua proposta non fa nient'altro che dire "imparate a convivere con la vostra castrazione, anzi vendetela come punto di forza" e onestamente no, non condivido.
Dici che la società "setta l'asticella troppo in alto" e che questi uomini sono stati "castrati". Noti nulla?
Prendi la parola "castrazione": chi la usa per descrivere la precarietà economica sta dicendo, implicitamente, che la virilità si misura in capacità produttiva e potere d'acquisto. Che un uomo intero è quello che può permettersi un mutuo, e che quello che non ce la fa è menomato. È un paradigma così radicato da sembrare neutro, oggettivo, ma non lo è.
Lo stesso vale per "l'asticella troppo alta". Anche qui: chi ha deciso che ci fosse un'asticella? Chi ha stabilito che la vita di un uomo fosse una gara verticale con un traguardo definito da altri? Quella metafora non descrive la realtà, la prescrive. E lo fa talmente in profondità che anche chi soffre del sistema usa il vocabolario del sistema per raccontare la propria sofferenza.
Stai usando esattamente il linguaggio e il frame del "machismo da quattro soldi" che criticavi all'inizio.
L'identità maschile ridotta a performance economica è già un problema di narrazione, non solo di economia. Se risolvi domani mattina la precarietà ma lasci intatta l'idea che un uomo che non può permettersi un mutuo sia "castrato", non stiamo davvero risolvendo il problema di fondo.
Guarda potrei anche condividere qualcosa ma 2 precisazioni:
- steroidi + calistenici è una combinazione davvero davvero improbabile.
- il macismo da 4 soldi è ridicolo e siamo d'accordo, ma che proponi? Perché dire che " Non dobbiamo più scegliere tra essere sensibili o essere forti" è un gran Capitan ovvio. Le persone fanno ciò che gli conviene, se essere forti li fa cuccare ed essere sensibili no, significa che stai puntando il dito su un problema che non esiste
Grazie per le precisazioni, le prendo in ordine.
Sulla combo steroidi + calistenici: hai ragione, è una licenza poetica. Ho sacrificato la precisione tecnica sull'altare dell'immagine. Mea culpa, sarò più rigoroso la prossima volta che descrivo cinque energumeni che fanno verticali al tramonto.
Sulla sostanza, invece, permettimi di dissentire con una certa energia.
"Le persone fanno ciò che gli conviene" è la premessa, ma la conclusione che ne trai — che il machismo faccia cuccare — è empiricamente sbagliata. E non lo dico io: lo dicono le donne. Ogni ricerca sugli stili di attaccamento, ogni studio sulle preferenze relazionali femminili, ogni conversazione onesta con una donna adulta ti dirà la stessa cosa: l'uomo ipermascolinizzato, rigido, incapace di vulnerabilità, è esattamente il tipo con cui si può fare una serata, non una vita. Le donne non sono le ultime a capirlo — spesso sono le prime.
Quindi il machismo non "fa cuccare di più": fa apparire interessanti per cinque minuti quei ragazzi che non hanno ancora imparato a essere interessanti per cinque ore di conversazione.
Ma il punto più importante è un altro, ed è quello che sento mancare nella tua lettura: io non sto scrivendo per ottimizzare il tasso di accoppiamento maschile. Sto parlando di uomini che si suicidano a tassi tre volte superiori alle donne, di dipendenze, di isolamento affettivo, di una generazione che confonde la durezza con la forza. Se il tuo metro di valutazione per capire se un problema esiste è "quante ragazze ti porta a letto", allora sì, probabilmente stiamo parlando lingue diverse.
"Non dobbiamo più scegliere tra essere sensibili o essere forti" è Capitan Ovvio solo se lo leggi come slogan. Se lo leggi come antidoto a trent'anni di cultura che ti ha detto esattamente il contrario — che piangere è da femmine, che chiedere aiuto è da deboli, che l'empatia è suicida (cit.) — allora forse è meno ovvio di quanto sembri.
La via d'uscita che propongo è semplicemente smettere di delegare la propria identità a chi ha tutto l'interesse economico a tenerti insicuro e arrabbiato. Il che, convengo, è più facile a dirsi che a farsi.
Ma almeno è la cosa giusta.