Ho 39 anni. Se ne hai 20 o 30, ecco 39 consigli per te
Le 39 cose che avrei voluto sapere molto prima. Niente self-help: solo verità spicciole e dirette su denaro, relazioni, lavoro e tempo che scorre più veloce di quanto pensi.
Ho (quasi) 39 anni e sto lì, nel mezzo del cammin di nostra vita, tra una bella fetta di giovinezza lasciata alle spalle e la vita adulta che mi aspetta alla stazione come uno zio con l’auto parcheggiata in doppia fila. Non sono ancora vecchio abbastanza per essere davvero saggio, ma sono abbastanza sfasciato da aver imparato qualcosa.
Questo non è un manuale di self-help. Piuttosto, è un inventario delle cicatrici e una mappa delle mine su cui ho pestato i piedi, così magari tu puoi evitarne qualcuna.
L’articolo che stai per leggere è una verità, piccola e privata, filtrata attraverso i miei fallimenti, le relazioni naufragate, i soldi buttati, le amicizie evaporate e i rischi che avrei dovuto correre prima. È quello che avrei voluto sapere quando avevo la tua età, quando credevo che trentanove anni fossero una distanza infinita e che avrei avuto tempo per sistemare tutto “dopo”.
Leggi, dubita, incazzati pure se qualcosa non ti torna. Ma soprattutto: prendi quello che ti serve e lascia il resto.
Nessuno può vivere la tua vita al posto tuo. Nemmeno io, che sto qui a scriverti queste righe mentre fuori il mondo continua a girare, fregandosene di entrambi.
1. Il successo è un fatto molto soggettivo.
Non guardare ai modelli proposti dal sistema. Quelli servono per tenere in piedi la baracca del consumismo; non servono alla tua realizzazione. Molta gente “di successo” è infelice da morire. Definisci cosa significa successo per te e ignora il resto.
2. Ci sono milioni di affinità elettive che ti aspettano.
Non ha senso trascinare una relazione giovanile sterile solo per abitudine o paura della solitudine. Là fuori è pieno di gente interessante. Quando sarà ora, quando sarà la persona giusta, te ne accorgerai.
3. Gli amici che scegli sono la tua vera famiglia.
I parenti sono un terno al lotto genetico, le amicizie sono una scelta consapevole. Investi su chi ti fa crescere e stare bene. Coltiva amicizie sane, sincere, vere, basate sulla fiducia reciproca.
4. I tuoi genitori stanno invecchiando.
Mentre tu sei occupata a “diventare qualcuna”, loro si stanno spegnendo. Chiamali, passa del tempo con loro, colleziona ricordi. Un giorno quel pranzo della domenica ti mancherà.
5. Si perderanno persone importanti, ne arriveranno di nuove.
È il flusso della vita. Non farne un dramma greco ogni volta. Lascia andare chi deve andare, accogli chi arriva.
6. Impara a stare bene in solitudine.
Prima di metterti con qualcuna, devi essere il tuo migliore amico. Se non sai stare bene da solo, userai gli altri come stampelle emotive. Ed è patetico, oltre che dannoso per entrambi.
7. Non cercare di “aggiustare” le persone.
La sindrome della croce rossa in corsia ti rovinerà la vita. La gente cambia solo se e quando lo vuole. Sii di supporto, ma non cercare di salvare nessuno da se stesso.
8. Il denaro non è il diavolo, ma non è nemmeno Dio.
È uno strumento. Serve a comprare le due cose più preziose: la libertà e il tuo tempo. Non demonizzarlo, non idolatrarlo: impara a sfruttarlo a tuo favore.
9. Impara come funzionano i soldi o lavorerai per loro.
Investi il prima possibile. Niente metodi rivoluzionari o trading spinto: S&P500 o Nasdaq, Oro. Con costanza e sul lungo periodo. Lascia che l’interesse composto faccia il lavoro sporco mentre tu vivi.
10. Evita di farti debiti.
A parte rarissimi casi, i debiti sono il tentativo di impressionare qualcuno comprando qualcosa che non puoi permetterti. Al contrario, costruisci il prima possibile un cuscinetto di sicurezza (6-12 mesi di spese) e non vivere paycheck to paycheck, come dicono gli inglesi. Quel forzino di sicurezza non è “risparmio”, ma la tua libertà di mandare “affanculo” un capo tossico.
11. Riconosci le truffe (e i lavori di merda).
Network marketing, sistemi piramidali, “diventa ricco subito”: sono tutte trappole per disperati. Quando una cosa è troppo bella per essere vera, di solito è proprio così. Se devi vendere prodotti a parenti e amici, scappa: stai barattando la loro fiducia per due spiccioli.
12. La maggior parte delle aziende è una scuola dell’infanzia per adulti.
Dinamiche d’ufficio, pettegolezzi, ego smisurati. Fai esperienza, impara il mestiere, e quando sei pronto o pronta mettiti in proprio. Costruisci una realtà snella, flessibile e antifragile, perché i tempi cambiano molto più velocemente di quanto credi.
13. Non sei il tuo lavoro.
Se domani l’azienda fallisce, chi sei? Coltiva identità multiple. Non mettere tutta la tua autostima in un solo paniere professionale.
14. Essere sempre impegnati non significa essere fighi.
Significa solo che non sai gestire le priorità o che hai paura di fermarti a pensare. Rallenta. Godersi la vita è l’unica vera produttività che conta.
15. Il pettegolezzo è veleno per il cervello.
Chi sparla degli altri con te, sparlerà di te appena ti giri. Le grandi menti parlano di idee, le piccole menti parlano di persone. Abbraccia le prime, stai alla larga dalle seconde.
16. Impara a dire di “NO”.
Dire sì a tutto per compiacere gli altri è la ricetta per l’infelicità. Un no gentile ma fermo vale più di tanti Sì detti controvoglia.
17. Impara a fare festa come si deve, ma fallo al momento giusto.
Ubriacarsi, fare cazzate, fare l’alba: fallo adesso che puoi! È formativo, oltre che grandioso. Se inizi a farlo a 40 anni, diventi solo ridicolo e imbarazzante.
18. Chiedi aiuto, fatti dare una mano.
Come dicono i napoletani, nessuno nasce imparato. La vita è una faccenda complicata, e non è sempre facile farcela da soli o da sole. Parla con uno psicologo, confrontati con una professionista, coinvolgi i tuoi amici nei tuoi drammi esistenziali. Parla, sfogati, permetti ai tuoi demoni di prendere una boccata d’aria fresca.
19. Gestisci le tue dipendenze.
Tutti ne abbiamo: caffè, telefono, zucchero, sesso, lavoro, scommesse, alcol, sport, aspetto fisico. Riconoscile e controllale prima che siano loro a controllare te. Risparmierai tempo, salute e soldi.
20. Il corpo non è eterno: muovi le chiappe.
Tutte le magagne che ignori a 20 anni ti presenteranno il conto a 40. Non serve essere atleti, però usa quel corpo, muoviti, suda, prova l’ebrezza dalla vera fatica.
P.S. Ho aggiornato la mia Guida definitiva al Running, se stai pensando di iniziare anche tu.
21. Il sonno è sacro.
Dormire 4 ore per notte non ti rende un eroe, ti rende uno sbronzo in burnout. Dormi. Otto ore. È la miglior manutenzione che puoi fare al tuo cervello. Ed è gratis.
22. Impara a cucinare cibo sano.
Smetti di nutrirti di spazzatura o di delivery. Saper nutrire il proprio corpo è la base dell’adulto funzionale.
23. Impara a fare esperienze da solo o da sola.
Viaggi, cinema, concerti, musei…vacci pure senza nessun’altro. Almeno non dovrai passare la vita ad aspettare le persone giuste con cui fare le cose che ami.
24. Impara a gestire una casa.
Lavatrice, ferro da stiro, cucitura, pulizie, riparazioni. Non c’è niente di meno sexy di un adulto che non sa badare al proprio nido.
25. La casa è una cosa importante.
Prova diverse case prima di scegliere quella “per la vita”. Resta in affitto e cerca di capire quali sono le cose che davvero desideri. Volevi a tutti i costi un giardino ma poi scopri che non hai il tempo per stargli dietro. Volevi due bagni ma in realtà avresti preferito un terrazzo dove lucertolare al sole. Adori correre ma hai scelto di stare in centro città e il parchetto più vicino è a 3km. E soprattutto, non comprare casa con il tuo partner, soprattutto se sei giovane. Statisticamente è più probabile che la tua relazione finisca, quindi statisticamente è più probabile che avrai un sacco di grattacapi quando dovrete spartirvela.
26. La maggior parte delle cose che compri sono inutili.
Soffri di un vuoto interiore e cerchi di riempirlo con lo shopping. Riconosci il meccanismo e fermati. Meno roba, meno distrazioni, più chiarezza mentale.
27. Smetti di guardare la vita degli altri sui social.
Quello è un trailer montato ad arte. Il confronto è il ladro della gioia. Mentre invidi la loro vacanza, quelli magari si stanno lanciando i piatti addosso.
28. Viaggia più che puoi, tutte le volte che puoi.
Perditi in un mercato di Marrakech, dormi in un ostello puzzolente di Nuova Delhi, bevi rakija con un pastore bosniaco con cui ti parli a gesti. Viaggiare ti costringe a uscire dalla bolla in cui vivi e ti fa capire due cose: quanto sei fortunata ad essere nata dove sei nata, e quanto le tue paranoie siano spesso ridicole. Vedere il mondo non ti rende migliore, ti rende consapevole. A volte, però, sono sinonimi.
29. Leggi i classici: sono la palestra dell’anima.
Tolstoj, Dostoevskij, Austen, Cervantes, Shakespeare, Dante. Questi motherfuckers hanno mappato la psiche umana meglio di qualsiasi neuroscienziato. Leggere Guerra e Pace ti insegna la grammatica della passione e del destino. Leggere Delitto e Castigo ti fa misurare il peso della colpa prima ancora che tu debba caricartelo sulle spalle. Leggere Don Chisciotte ti mostra la linea sottile tra idealismo e follia. I classici sono simulatori di vita. Ti fanno vivere cento vite in una, ti fanno provare emozioni in cui prima o poi dovrai passare attraverso.
30. Sii gentile con chi non può darti nulla.
Come tratti il cameriere dice di te molto più del tuo conto in banca. Se sei carino col capo e stronzo col portiere, sei tu la persona di merda. Dai a quel senzatetto quei 2€ che ti avanzano, con un bel sorriso. Paga la spesa all’anziana che ti precede in cassa, e che sta contando le monetine della sua pensione per pagarsi mezzo kg di pere. Non aspettarti nulla in cambio, nemmeno la loro riconoscenza.
31. Fai volontariato. Servi una causa più grande.
In una mensa per poveri, in un'associazione che aiuta rifugiati, in un canile, con anziani soli, con ragazzi in difficoltà. Non per sentirti buona o per aggiungere una voce sul curriculum. Ma perché ti ridimensiona, ti sposta il baricentro, e soprattutto ti rende utile per qualcosa di più grande della tua piccola, minuscola esistenza.
Il fascismo si cura leggendo e il razzismo si cura viaggiando.
Miguel de Unamuno
Qualche consiglio per i più giovani
32. La scuola è una palestra, non un tribunale.
Smettila di viverla come il luogo del giudizio universale sul tuo valore umano. Usala per allenare il cervello. I voti si dimenticano, la forma mentis resta.
33. È normale non avere idea di cosa diavolo fare da grandi.
Soprattutto quando scegli l’università. L’ansia della scelta definitiva è una bugia. Si può cambiare, si può sterzare, si può ripartire. Il tempo è dalla tua parte, e hai detto poco!
34. Non esiste una “normalità”, non esiste uno standard.
Cercare di rientrare in una categoria predefinita ti limiterà e basta. Segui le tue unicità e le tue ossessioni, anche se sembrano strane. Ognuno ha il suo fuso orario, ognuno raggiunge i propri obiettivi con un ritmo diverso.
35. Dimentica dei piani che i tuoi genitori avevano per te.
Quelli erano i sogni che loro non hanno realizzato o le paure che loro non hanno superato. Disegna la tua personalissima realizzazione.
36. Prenditi dei rischi e vaga nell’incertezza.
I 20 e i 30 sono fatti per l’esplorazione. A 40 anni la differenza tra chi ha osato esplorare le proprie passioni e chi ha cercato solo garanzie è impietosa. L’incertezza paga dividendi sul lungo termine.
37. La crisi esistenziale? Meglio averla subito.
Se ti accorgi che sta arrivando, entraci dentro a piè pari. Se fino ai 40 anni va tutto liscio, significa che non hai scavato abbastanza. A 20 anni hai l’energia per reagire e ricostruire; a 40 la botta ti spezza.
38. Il tempo accelera, non è una metafora.
A 20 anni un’estate dura una vita. A 30 un anno vola via. A 40 è un battito di ciglia. Non rimandare le cose che ti fanno battere il cuore a “quando avrò tempo”. Quel tempo potrebbe non arrivare mai.
Il consiglio finale
39. Non accettare consigli.
Tutto quello che hai letto qui sopra è inutile finché non ci sbatterai la testa personalmente. Quindi vai, sbaglia, fatti male e scrivi il tuo personale libretto di istruzioni alla felicità. Se puoi, cerca di non commettere lo stesso errore due volte.
Un’ultima cosa: ascolta questa meravigliosa canzone di Franco Battiato e Manlio Sgalambro.
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Dall’archivio di Trasumanare
Tutti vogliono essere tutto
C’è un rumore sottile nel nostro tempo; sottopelle, bianco, elettrico, sintetico. È il ronzio della promessa continua che potremmo essere di più, che siamo gli invitati d’onore a un buffet gargantues…






